Volantino Festa PAE 2015

 Storia del

PARCO AGRICOLO ECOLOGICO

di Bergamo e Stezzano

 

I quartieri di Colognola, S. Tomaso de’ Calvi, Villaggio degli Sposi, Grumello al Piano e Grumellina, insieme al Comune di Stezzano e agli altri Comuni della cintura a Sud di Bergamo, sono interessati da un pesante sfruttamento del territorio dovuto ai notevoli insediamenti di edifici residenziali, capannoni e attività industriali, centri commerciali e grandi infrastrutture quali l’inceneritore, il depuratore, l’autostrada A4 con il relativo svincolo, l’Asse Interurbano, la ferrovia Bergamo-Treviglio, l’aeroporto di Orio al Serio, che causano nel loro complesso evidenti problemi ambientali.

Come proposta a questa situazione, a partire dal 2003 un gruppo di cittadini, ora costituitosi nel Comitato PAE, si è auto-organizzato ed ha lanciato, con le associazioni ambientaliste locali, l’idea di realizzare un Parco Locale di Interesse Sovracomunale [PLIS] in modo da mantenere lo storico rapporto città/campagna (come già proposto nei vari piani urbanistici a partire dal lontano 1951) e conservare la peculiarità tipica di Bergamo in cui ogni quartiere/borgo conserva la propria identità e -con espressione moderna- la propria vivibilità.

Tale parco ha in seguito preso il nome di Parco Agricolo-Ecologico [PAE] ed ha un’estensione teorica pari a circa 360 ettari di cui 60 ettari ora stralciati per l’ipotetica realizzazione del Parco dello Sport.

Il “PLIS del Parco Agricolo-Ecologico di Bergamo e Stezzano”, situato nella cintura verde a Sud di Bergamo, è stato formalmente istituito tra il 2009 ed il 2011. Il 6 maggio 2009 è stata sottoscritta la convenzione tra i Comuni di Bergamo e Stezzano per la sua gestione tecnico-amministrativa e il 20 giugno 2011 la Provincia lo ha riconosciuto, ma ha demandato ad un successivo provvedimento la determinazione delle prescrizioni su modalità di pianificazione e gestione, anche ai fini dei contributi finanziari.

Purtroppo però, dopo il riconoscimento provinciale del 2011, nessun progetto è stato portato avanti da una delle Amministrazione stesse.

Il PAE non è un parco pubblico dove l’elemento dominante è la semplice presenza di verde vicino ad aree cementificate, ma deve diventare un sistema economicamente vitale al servizio della popolazione, uno dei cui scopi sarà il portare dentro le aree urbanizzate le produzioni agricole di qualità a filiera corta.

Per tale motivo la struttura pubblica dovrà impegnarsi, anche tramite la consultazione delle associazioni ambientaliste e degli agricoltori, del comitato PAE e dei comitati locali di cittadini, per la definizione di progetti esecutivi di reti ecologiche e di valorizzazione dell’agricoltura eco-compatibile e dei finanziamenti da destinare a tali progetti.

In un’epoca di risorse limitate le aree più idonee a tali scopi sono quelle già di proprietà pubblica e pertanto è necessario che tali aree intorno all’abitato di Grumello siano le prime ad essere reinserite nel perimetro del PAE e utilizzate con gli agricoltori per realizzare fattorie didattiche, per riavvicinare le giovani generazioni alla conoscenza della terra da cui, come ha rimarcato quell’illustre bergamasco che è Ermanno Olmi, dipendiamo per la nostra esistenza.

Riguardo ai finanziamenti, questi possono essere trovati in vari modi: dai bilanci pubblici, lanciando una campagna di partecipazione popolare, preparando progetti, patrocinati e gestiti dagli enti pubblici, così da poter accedere a fondi comunitari.

Come riporta lo stesso sito ufficiale dell’Unione Europea, vengono periodicamente emessi bandi per fornire contributi a sostegno degli investimenti innovativi nelle zone rurali periurbane, oltre ad altri tipi di contributi.

In conclusione la realizzazione di un effettivo e vitale Parco Agricolo-Ecologico, promotore nel territorio e tra la cittadinanza di una migliore vivibilità e di un più idoneo modello di sviluppo, dipende dalla effettiva volontà politica di realizzare, o meno, una reale partecipazione popolare alle scelte che contano.

Se questa volontà sarà positiva i progetti saranno partecipati e sviluppati, e i finanziamenti si troveranno; se invece sarà negativa allora i progetti non saranno portati avanti e verranno sollevate infinite difficoltà circa i finanziamenti. In tale caso ci sarà però da preoccuparsi, per noi stessi e per le generazioni future.

 

 


 

L'uomo che piantava gli alberi

 video

 

 

L'uomo che piantava gli alberi (titolo originale: L'homme qui plantait des arbres), conosciuto anche come La storia di Elzéard Bouffier è un racconto allegorico di Jean Giono, pubblicato nel 1953.

È la storia di un pastore che, con impegno costante, riforestò da solo un'arida vallata ai piedi delle Alpi, vicino alla Provenza, nella prima metà del XX secolo.

 


 

 

 

Volantino Festa PAE 2014

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